Concertone del 1 maggio, Fedez all’attacco della Lega: “La Rai voleva censurarmi”. Viale Mazzini smentisce

Rai3: ‘L”intervento relativo alla vicedirettrice non corrisponde integralmente a quanto riportato sono stati operati dei tagli’

La direzione di Rai3 conferma di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo Maggio – richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto – e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista”, lo spiega Viale Mazzini in una nota. ”In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez – continua la nota -, notiamo che l’intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli. Le parole realmente dette sono: “Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare.

Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà.” […] “Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo […] Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua”.

Ovviamente metto a disposizione la registrazione integrale della telefonata agli organi competenti della Rai laddove ci fosse la voglia di fare chiarezza su quanto accaduto. Anche se per ora vedo solo una gran colpa a discolparsi a prescindere da ciò che è successo”. Lo scrive Fedez in una storia su Instagram. In una storia precedente l’artista scriveva che ”Non basta dire ‘la Rai non vuole attuare una censura’. In una telefonata in cui la vice direttrice presenzia in una telefonata in cui in maniera lampante si vuole attuare una censura e io pongo una domanda semplice”.

IL PUNTO

Un Concertone che a metà pomeriggio ha cominciato a prendere una direzione diversa da quella della sola maratona musicale, pure parecchio corposa con oltre 40 artisti coinvolti, deviando verso lo scontro politico via social e via comunicati roventi. Protagonista contro tutti, Fedez. E nel ruolo di tutti, da una parte la Rai, accusata di averlo sottoposto a censura preventiva, dall’altra la Lega nel mirino del cantante in particolare per le posizioni omofobe e per l’ostruzionismo al DDL Zan. La Rai, per altro, ha prima smentito con una nota di Rai3 che successivamente Viale Mazzini ha precisato essere stata condivisa dall’ad Fabrizio Salini, poi il presidente Marcello Foa ha a sua volta spiegato in un’altra nota che quel testo non era stato sottoposto alla sua approvazione come è consuetudine. Infine Rai3 è stata messa alla berlina dallo stesso Fedez che a tarda serata ha pubblicato un video in cui riprende una telefonata con la vice direttrice di Rai3 e con i suoi collaboratori in cui si sente chiaramente la richiesta di evitare riferimenti. Oggetto del contendere, la lista di frasi omofobe con i nomi di chi le ha pronunciate (esponenti della Lega) contro i gay. Alla fine, Fedez è andato sul palco e quel monologo lo ha fatto come lo aveva preparato: “me ne assumo ogni responsabilità”, rivendicando la libertà di espressione di un artista sul palco.

Salvini, dal canto suo, aveva intimato in mattinata che non ci fossero comizi di sinistra, “Il concertone costa circa 500.000 euro agli italiani, sarebbero fuori luogo”. Anche in questo caso, pronta la risposta di Fedez: “Vado gratis e pago i miei collaboratori che non lavorano da 1 anno”. Nel lungo pomeriggio, andato in onda anche su Rai3, Rai2 – anche visual – e RaiPlay, diversi i momenti emozionanti: Antonello Venditti in una piazza San Giovanni deserta che canta Dolce Enrico, dedicata a Berlinguer, o quando Daniele Silvestri, Max Gazzè, Piero Pelù e Finaz hanno omaggiato Erriquez della Bandabardò scomparso recentemente. Ma a colpire è stata anche la giovanissima Madame, con la sua energia sul palco e Bella Ciao, colonna sonora di ogni Concertone che si rispetti, cantata dai Modena City Ramblers. E Chadia Rodriguez con il suo topless a favore dell’amore, “con chi vogliamo e quanto vogliamo”. Molti degli artisti hanno ringraziato per aver avuto la possibilità di tornare a suonare. Padrona di casa per la quarta volta consecutiva, Ambra, affiancata da Stefano Fresi e Lillo. Sulla manifestazione anche il sigillo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “a celebrare il Primo maggio ci sarà anche quest’anno il Concertone, che pure dovrà rispettare modalità particolarmente austere: vuole essere anche un segno di ripresa per la musica, lo spettacolo, la cultura, affinché siano nuovamente fruibili dal vivo e possano contribuire alla ripartenza”.

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