Tutti in classe a settembre: ma per la scuola italiana sarà una lunghissima estate

La realtà a oggi è che le misure sanitarie per il rientro in classe non sono pronte. C’è tanto da fare per riaprire le scuole a settembre. Servono 9 miliardi secondo i sindacati per evitare le classi pollaio da 29-32 alunni

Si lavora per tornare a scuola, in classe, tra poco più di tre mesi. “La scuola è fondamentale” e bisogna fare in modo che a settembre le lezioni possano riprendere “nella normalità” dice il presidente della Camera Roberto Fico. “Si sta lavorando, siamo tutti d’accordo che la scuola debba ripartire il prima possibile nelle classi” perché “la didattica si fa soprattutto con la relazione tra ragazzi e insegnanti. Speriamo che a settembre le scuole riaprano a pieno regime in una situazione di normalità”.

Tutti di nuovo in classe a settembre. Ad annunciarlo, a Sky Tg24, è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza:  “A settembre senz’altro le scuole riapriranno e riapriranno sicuramente per tutti. In queste ore c’è un lavoro intenso del ministero dell’Istruzione e del Comitato tecnico scientifico perché questa riapertura avvenga nella massima sicurezza”.

C’è tanto da fare però per riaprire le scuole a settembre. Dall’incontro tra comitato tecnico scientifico e rappresentati del Ministero dell’Istruzione e dei sindacati rappresentativi della scuola sono emersi importanti spunti: la delegazione Anief ha illustrato il documento predisposto con le risposte alle domande poste dagli esperti e ha ricordato come servano 9 miliardi per modificare il rapporto alunni-personale docente/Ata alla luce del distanziamento sociale, reclutare nuovo personale e recuperare i plessi dismessi. No a didattica alternata a quella in presenza o alla riduzione a 45 minuti delle lezioni. Niente saluto nell’ultimo giorno di scuola.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ”bisogna chiedere al Governo di trovare le risorse per garantire la ripresa a settembre delle lezioni con una diversa gestione degli organici: dalle classi pollaio al distanziamento per classe, con migliaia di insegnanti e collaboratori scolastici in più nelle sedi abbandonate in questi ultimi 15 anni per via del dimensionamento selvaggio dettato dalla politica dei tagli. Quando eravamo a corto di posti letto negli ospedali, abbiamo aperto ospedali da campo e semplificato le procedure di reclutamento con un piano straordinario, di certo, non abbiamo pensato di non curare i malati. Così dobbiamo dare nella scuola, più posti, più classi, più personale e più sicurezza. La spesa di oggi sarà l’investimento di domani anche in termini di risultati di apprendimento”.

”Vista l’incertezza dell’andamento della pandemia nei prossimi mesi, nonostante l’andamento in decrescita delle ultime settimane frutto del blocco totale delle attività non indifferibili dei mesi precedenti, ci si aspettava una rosa di azioni – ha commentato Marcello Pacifico – con lo sblocco delle attività e la libera circolazione delle persone sono plausibili almeno tre scenari per i quali prospettare tre livelli di intervento distinti: il primo, il peggiore, relativo a una recrudescenza della pandemia con un protocollo severo per la riapertura della scuola in condizioni di sicurezza, il secondo, nel quale il virus compare come latente e al quale deve fare seguito un protocollo locale al pari di quelli per la circoscrizione di altre forme virali aggressive come avviene, per esempio, per i ceppi della meningite, un terzo nel quale il virus non ricompaia nell’immediato e ci sia il tempo di programmare gli interventi per il futuro, tra l’altro – conclude – tali protocolli potrebbero essere utili anche per altri tipi di contagio”.

La realtà a oggi è che le misure sanitarie per il rientro in classe non sono pronte. Le indicazioni annunciate a mezzo stampa che sarebbero arrivate l’altroieri sul tavolo del Miur e che ieri avrebbero dovuto essere discusse con i sindacati “non esistono. Il Comitato non ha ancora prodotto nessun documento” che dia indicazioni su distanze, mascherine, mense, trasporti da passare in seconda battuta alla commissione guidata da Patrizio Bianchi. Lo dice all’Adnkronos è Annamaria Santoro, responsabile del Dipartimento contrattazione Flc Cgil nazionale che questa mattina ha presenziato con il segretario generale Francesco Sinopoli, all’incontro tra sigle sindacali, Miur e Comitato tecnico scientifico. La Santoro ha aggiunto: “La smentita è stata data ai sindacati direttamente dal coordinatore del Comitato Agostino Miozzo e per il Miur da Giovanna Boda capo dipartimento ministero Istruzione”.

“Il coordinatore del Cts Miozzo ha affermato che il documento sarà consegnato al ministro Azzolina non appena pronto. Ed ha rimarcato l’importanza dell’incontro di oggi con le forze sindacali, in quanto rappresentative di un comparto che per numero di addetti, con oltre 1milione e duecentomila lavoratori, è tra i più grandi in Europa”, riferisce la Santoro.

All’incontro – prosegue – non si è parlato nè di obbligo di mascherine nè di distanziamento, in termini di regolamentazione, questioni ancora da definire. E si è accennato ad un probabile nuovo picco del virus ad ottobre”. Tra i temi trattati, soprattutto “le nostre risposte ai 4 quesiti inviatici ieri sera dal Comitato: una visione sul prossimo anno scolastico; proposte conseguenti all’esperienza in questo periodo; come ripartire in sicurezza; come inquadrare gli aspetti sicurezza sul lavoro. Invieremo la relazione in serata al Miur”. Rappresentata dalla Cgil nel corso del confronto, a cui “ha partecipato anche una rappresentanza dell’Inail e per l’Anp, Giannelli”, “la complessità della scuola: dalle diverse tipologie di istituto, agli studenti più fragili, all’edilizia, alle fasce di età, alla riduzione del numero degli alunni per classe come limite invalicabile, alla necessità di incremento del personale, più docenti ma anche collaboratori scolastici. Più ata, indispensabili in emergenza per pulire e vigilare sui ragazzi quando fuori dalle aule”.

I sindacati hanno denunciato che, in base ai dati in loro possesso, si dovranno formare classi troppo numerose, spesso con 29-32 alunni. Tanti in una situazione normale, troppi se il distanziamento sociale dovrà diventare la norma. I sindacati hanno chiesto poi che le responsabilità non siano in capo ai dirigenti scolastici e hanno evidenziato che il protocollo per il rientro a settembre non potrà essere chiuso in modo celere come è stato per la maturità. Sarà una lunga estate, la lunga estate della scuola italiana.

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