Battipaglia. Polemiche buoni spesa, la replica dell’assessore Giuliano

In merito ai buoni spesa sembra opportuno chiarire alcuni aspetti per tentare di sgomberare il campo da polemiche e attacchi che potrebbero ingiustamente colpire proprio chi non li merita.

Innanzitutto la domanda per ottenere il buono era sì composta da tre fogli ma mentre sul terzo bisognava  barrare la casella per il consenso al trattamento dei dati personali, ed apporre data e firma, la prima pagina andava completata con i dati anagrafici del soggetto richiedente e del suo nucleo familiare, e la seconda richiedeva qualche minuto di attenzione per la sua compilazione. Il modello di domanda battipagliese non è altro che quello suggerito dall’Anci, peraltro alleggerito di alcuni elementi (licenziamento, reddito isee, ecc….).

Inoltre, i requisiti per accedere al buono, per niente  stringenti,  rispecchiano proprio la finalità per cui è stato introdotto il sostegno, tanto che non si è inteso svolgere alcuna indagine particolarmente approfondita su eventuali proprietà e neanche prevedere limiti reddituali per l’accesso. Tutto esclusivamente nell’ottica di essere vicini ai soggetti colpiti dall’emergenza Covid-19 con priorità, nell’erogazione del sussidio, a favore di coloro che hanno dichiarato zero entrate.

Con questi presupposti la Sindaca ha incontrato da subito i parroci e le associazioni di volontari, che si sono mostrati subito collaborativi, ed ha offerto loro la possibilità di raccogliere e depositare le domande anche a mani.

Non possiamo, comunque, che essere compiaciuti di essere circondati da Comuni “più efficienti”, sebbene alcuni di essi – nonostante di peso demografico inferiore – a tutt’oggi non hanno completato l’erogazione dei buoni; ma certamente siamo orgogliosi di poter sostenere che nel nostro ci sono stimate figure dirigenziali e straordinari impiegati che, con sacrificio e senso di responsabilità, si sono rimboccati le maniche per evitare di respingere domande incomplete e dare la possibilità di rimediare a chi probabilmente aveva depositato la richiesta sommariamente compilata perché sospinto da voci incontrollate che avevano sostenuto che tanto “i soldi li devono dare a tutti”.

Nessuno di noi, inoltre, avrebbe disdegnato il supporto di  Caf o altri centri di assistenza, che – purtroppo – nella maggior parte dei casi erano chiusi nei giorni del bando, mentre le poche sedi aperte non sempre si sono mostrate  disposte ad aiutare gratuitamente gli utenti.

Resta l’amarezza di aver verificato che ancora una volta , e proprio in questi giorni di massimo impegno sul territorio, proprio chi vorrebbe dare l’impressione di ergersi a paladino dei più bisognosi, non riconosce alcuna importanza al fatto che la procedura di assegnazione si stia svolgendo nel massimo rispetto della trasparenza e del favor verso chi è più debole; che il bonus è stato e sarà assegnato a tutti coloro che dichiarano di averne diritto, senza disparità o privilegi; che tutti, a partire dall’amministrazione, per passare ad associazioni,  parrocchie, imprese, ecc. stanno mostrando collaborazione e solidarietà per non dimenticare nessuno, trasformando Battipaglia in un grande ufficio delle politiche sociali; lo stesso che per 365 giorni all’anno affronta emergenze e sostiene le persone in difficoltà, anche grazie al “grigio e vecchio modello amministrativo” o alla tanto disprezzata “burocrazia” di cui si avvale.

È stato più facile ed ha forse avuto un impatto maggiore l’idea di sfruttare l’immagine delle famiglie private del “piatto a tavola” per ottenere qualche consenso, senza preoccuparsi di poterle mortificare ulteriormente e senza voler considerare quelle, più numerose, che invece il bonus  lo hanno già  ottenuto (e forse anche speso).

È stato più semplice intervenire e giudicare quando ormai la procedura volge al termine, piuttosto che prendere esempio (non “copiare”) da tutti quei cittadini e quelle associazioni che hanno veramente a cuore la nostra comunità e che semplicemente collaborano, fornendo idee e supporto per realizzare importanti iniziative, tenendo, peraltro, sempre a mente che un ente pubblico deve rispettare criteri e norme di legge nell’erogare servizi e aiuti, anche in tempi di emergenza Coronavirus.

E un’ultima cosa… “nel nome della dignità”…prima di fare mera e sterile opposizione alle scelte dell’Amministrazione, sarebbe opportuno fermarsi un attimo a considerare che  dietro ogni atto o procedura, c’è il lavoro, l’impegno e la professionalità di chi svolge un ruolo non politico e di chi, in tutto quello che fa, ci mette sempre anche il cuore.

L’assessore alle politiche sociali

Monica Giuliano

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