Ventura: «Test che non spaventa, sono curioso e speranzoso»

Gian Piero Ventura incontra la stampa per presentare la sfida contro la Cremonese in programma domani pomeriggio allo stadio Zini

Mister, riproporrà la squadra con l’assetto utilizzato con la Virtus Entella?

Assolutamente sì. Avevo detto quando sono arrivato che non avrei avuto problemi a dire la formazione alla vigilia del match.

Perché Cerci non è convocato?

È rimasto insieme a Billong a lavorare, giovedì ci sarà un’amichevole e vedremo se è in condizione di fare 90′. Tutto programmato.

È un vantaggio aver giocato due giorni prima rispetto alla Cremonese?

Hanno avuto sette giorni per recuperare ogni tipo di energia, penso che il vantaggio sia assolutamente nullo.

Quanto è stato difficile lavorare con queste condizioni meteo?

Avevamo difficoltà a trovare i campi, erano quasi tutti allagati. Siamo stati abbastanza fortunati che negli orari scelti per allenarci, non ha piovuto.

Quanta importanza dà a questa partita?

È una verifica su una conferma. Se ritorniamo a essere quelli di Pisa, vuol dire che c’è un gran lavoro da fare. Se siamo meglio di quelli che hanno vinto contro l’Entella vuol dire che stiamo crescendo. È un test che non mi spaventa, m’incuriosisce molto. Questa squadra è giovane, si sta formando, deve attraversare questi passaggi. Sono curioso e anche speranzoso. Ma aspetto sempre il campo. 

Cremonese è stata costruita per vincere ma sta attraversando un periodo negativo. Come ha preparato questa partita?

Oltre Pisa, l’approccio è stato tutto sommato sempre buono. Se devo parlare di motivazioni, resto un po’ basito. Questa squadra è giovane, ha obiettivi individuali, collettivi, se non ha motivazioni restano solo parole. Non posso pensare che non abbia motivazioni, devo arrivare nel momento in cui devo calmare le loro motivazioni. L’approccio tra Pisa ed Entella è stato assolutamente diverso, mi auguro che sia ancora migliore. 

Jallow sta rispondendo come lei si aspettava?

Deve lavorare per crescere, ha dei margini di miglioramento maggiori. Sta scoprendo delle cose di cui, probabilmente, non era nemmeno a conoscenza. Si sta violentando per cercare di capire cosa serve a lui per diventare un giocatore importante. Sta lavorando per diventarlo.

In giorni in cui si parla di ammutinamento, ha ripensato a quanto accaduto con la Nazionale?  

Non ci fu nessun ammutinamento ma sempre totale disponibilità. I problemi erano di altra natura. È un argomento che non puoi trattare né in una conferenza stampa, sarebbe bello poterne parlare mettendo a fuoco delle situazioni che spesso vengono mascherate. C’è molto lavoro da fare.

Calciatori recuperati sono in condizione di scendere in campo dal 1′?

Sì, ma non sono in condizione di fare i 90′. Cicerelli, ad esempio, sta bene. Lo stesso vale per Giannetti. Hanno bisogno di condizione. Fortunatamente abbiamo in infermeria solo Dziczek, Heurtaux e Mantovani.

La fase di crescita di questa squadra è stata rispettata?

Quando vai a scuola, ci sono professori che divono ai genitori parlando dei figli “deve impegnarsi di più”. E l’anno successivo ha la media dell’otto. Questo significa fare un percorso, vale anche nel calcio. Noi stiamo lavorando per questo, per crescere. È più facile lavorare sui giovani perché sono più vergini.

Maistro come sta vivendo questo momento?

È come tutti i ragazzi. Viene dalla serie C, è arrivato con un impegno ottimo, alla prima convocazione in buona fede ha avuto i riflettori puntati addosso. Lì inizia il primo, grande bivio di un calciatore. Tu puoi far capire al calciatore qual è la strada da seguire, ma sta a lui seguirla.   

Dziczek finito girone d’andata?

Era stato convocato ma se è infortunato cosa ci vai a fare? Mi sembra meno grave del previsto l’infortunio, ha una voglia immensa di recuperare. È un altro di quelli che rientra nella casistica assurda di quello che stiamo vivendo da inizio stagione. Siamo stati bravi a sopportare tutto in silenzio, siamo ancora qui. Non guardo la classifica ma so che ne abbiamo poche davanti. 

Jaroszynski e Akpa Akpro sono giocatori importanti?

Akpa ha un passato decisamente diverso, era già formato. Se non avesse avuto il problema che ha avuto, forse non sarebbe neanche a Salerno. È stata una piacevolissima sorpresa. Jaroszynski l’ho voluto, giocava esterno, ero convinto che potesse fare anche il centrale. Ha fatto vedere qualcosa ma può far vedere molto di più. Questi son giocatori che erano persi, li abbiamo presi per i capelli e gli abbiamo dato una possibilità. 

Read Previous

“Diabete e famiglia”, parte il tour per la prevenzione

Read Next

Bimbo tre anni ingoia metadone: è in gravi condizioni

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: