Varianti dominanti, 11 regioni con Rt sopra l’1: Veneto arancione, Campania resta rossa

Il nuovo monitoraggio Iss-ministero della Salute di oggi. Dopo il lockdown per le festività pasquali molte regioni restano in zona rossa per i dati ancora sopra la soglia critica di 250 nuovi positivi settimanali ogni 100mila abitanti, solo due più una provincia autonoma passano in zona arancione. Ecco cosa cambia

Dopo il nuovo monitoraggio sull’evoluzione dell’epidemia dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, il primo report del mese in corso, il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà una nuova ordinanza sui cambi di colore di alcuni territori dopo il lockdown per le festività pasquali dei giorni 3, 4 e 5 aprile. Il governo Draghi continua a mantenere la linea del rigore per arginare l’epidemia e, secondo l’ultimo decreto approvato dal Consiglio dei ministri, da mercoledì 7 e fino al 30 aprile tutto il Paese sarà in zona arancione o rossa, salvo eventuali deroghe con restrizioni più soft per alcuni territori dopo una verifica a metà mese. Ecco cosa cambia nel sistema dei colori per le fasce di rischio covid con il monitoraggio di oggi.

I colori delle regioni nell’ordinanza di Speranza di oggi 2 aprile

Sono pochi i cambiamenti rispetto alla situazione in cui si trova l’Italia ora. Quasi tutte le regioni già in fascia rossa vi rimarranno. Scende a 0,98 – sotto la soglia d’allarme di 1 – il valore dell’Rt nazionale che la scorsa settimana era a 1,08. L’incidenza si attesta a 232 casi ogni centomila abitanti contro i 240 della scorsa settimana. Al momento ci sono undici regioni in zona rossa, più la provincia autonoma di Trento: Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Puglia, Campania e Calabria. In zona arancione invece abbiamo: Lazio, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano.

Veneto, Marche e Trento passano in zona arancione

Dopo le analisi dei dati della cabina di regia di oggi, a partire da martedì 6 aprile le regioni Marche e Veneto e la provincia autonoma di Trento passano in zona arancione. Il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, firmerà in giornata le nuove ordinanze che andranno in vigore dopo i tre giorni di area rossa nazionale previsti per il 3, 4 e 5 aprile.

L’annuncio sul Veneto in area arancione era stato dato questa mattina dal presidente della regione, Luca Zaia: “Ne ho parlato con il ministro Speranza e posso annunciare che il Veneto passerà alla zona arancione. Spero non ci siano sorprese ma ora si tratta solo di capire se potremo essere arancioni da martedì o da mercoledì”. Riapriranno quindi le scuole, non solo fino alla prima media.

Anche la Campania rimane in zona rossa. Ieri si era parlato di una promozione in zona arancione. E questo perché per due settimane consecutive la regione guidata da Vincenzo De Luca è stata nella fascia più alta di rischio, nel report della settimana scorsa aveva già numeri da zona arancione e viaggia stabilmente sotto la soglia dei 250 contagi settimanali ogni centomila abitanti. Ma non c’è un miglioramento sufficiente dell’indice Rt.

Le regioni che restano in zona rossa anche dopo Pasqua

E le altre regioni? Dei dodici territori attualmente in zona rossa (compresa la provincia autonoma di Trento), alcuni hanno ancora numeri elevati per quanto riguarda i casi e i ricoveri negli ospedali. Otto delle dodici regioni in zona rossa hanno al momento dati di incidenza dei contagi al di sopra della soglia critica di 250 nuovi positivi ogni 100mila abitanti, il limite che fa scattare il lockdown in automatico. Si tratta di Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia, Lombardia e Toscana. Alcune regioni in zona rossa – ad esempio la Calabria – hanno invece dati in leggero calo e sotto la soglia di allarme, ma non abbastanza per prendere in considerazione una promozione in zona arancione.

Ecco perché la nuova ordinanza di Speranza conferma per tutte queste regioni il colore rosso anche dopo Pasqua. Stando alle regole attuali, una regione deve obbligatoriamente restare nella fascia di rischio più alto per almeno due settimane: per essere riclassificata deve avere per 14 giorni consecutivi uno scenario da livello di rischio inferiore rispetto a quello per cui si sono rese necessarie le restrizioni.

Per la Lombardia, il governatore Attilio Fontana aveva già spiegato: “Certi dati stanno migliorando, come l’Rt che si è abbassato in maniera considerevole, ma abbiamo ancora valutazioni negative legate a occupazione di ospedali e terapie intensive. Penso che saremo zona rossa per tutta la settimana di Pasqua. Mi auguro che finito il periodo delle vacanze pasquali si possa ricominciare a respirare”.

Abruzzo, Lazio, Umbria, Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Basilicata e provincia autonoma di Bolzano restano in zona arancione. 

Ricapitolando:

  • regioni in zona rossa attualmente: Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, provincia autonomia di Trento, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Puglia, Campania e Calabria;
  • regioni in zona arancione attualmente: Lazio, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano;
  • tutte le regioni italiane sono in zona rossa nei giorni 3, 4 e 5 aprile per il lockdown di Pasqua;
  • il Veneto, le Marche e la provincia autonoma di Trento passano in zona arancione da martedì 6 aprile;
  • Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Emilia-Romagna, Puglia, Campania e Calabria restano in zona rossa.

Cosa cambia tra zona rossa e zona arancione

Quali sono le differenze tra le due zone? Cosa si può fare (e non si può fare) in zona arancione e zona rossa? Ecco le regole su spostamenti, visite ad amici e parenti, negozi, ristoranti e scuola. Le visite a parenti e amici in zona rossa sono vietate, tranne che dal 3 al 5 aprile in ambito regionale e seguendo le regole della zona arancione. In zona arancione è consentito, in ambito comunale e nel rispetto del coprifuoco (5-22), lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, nei limiti di due persone ulteriori (esclusi minori di 14 anni, disabili o persone non autosufficienti conviventi) rispetto a quelle che già vivono lì.

Si può andare nelle seconde case, in qualunque fascia (bianca, arancione e rossa) si trovino. Come previsto dalle Faq del governo, vi ci si può recare soltanto “il nucleo familiare e solo se la casa non è abitata da altri. Bisogna dimostrare di essere proprietari o affittuari dell’abitazione prima del 14 gennaio 2021. In zona arancione valgono le stesse regole della zona rossa. Si può andare liberamente nella propria seconda casa, ma senza amici o parenti, purché sia stata affittata o comprata prima del 14 gennaio. Alcune regioni hanno però emanato ordinanze restrittive anche sulle seconde abitazioni.

In zona rossa sono chiusi i negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. Stop ai mercati, salvo la vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici. Fermi anche parrucchieri, barbieri e centri estetici. Restano aperti i negozi che vendono alimentari. In zona arancione non sono previste limitazioni alle categorie di prodotti acquistabili. Nei festivi e prefestivi sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali. Impossibile mangiare fuori o bere un caffè all’interno di un bar nelle regioni in zona rossa: queste attività sono infatti chiuse al pubblico.

Resta sempre possibile l’asporto o la consegna a domicilio. Per i bar l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18, per le enoteche e i ristoranti fino alle 22. Bar e ristoranti sono chiusi al pubblico anche in zona arancione. Resta sempre possibile l’asporto o la consegna a domicilio, con gli stessi orari previsti per le aree più a rischio covid.

E gli spostamenti? In zona rossa non si può uscire di casa se non per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità, quindi niente spostamenti anche all’interno del comune. Vietato andare, ovviamente, fuori comune o fuori regione se non per i soliti motivi di lavoro, salute o necessità, che invece consentono lo spostamento. Sempre consentito il ritorno alla residenza, domicilio o abitazione. In zona arancione ci si può muovere liberamente all’interno del proprio comune. Anche qui è vietato uscire fuori regione se non per i motivi di lavoro, salute o necessità da “giustificare” con il modulo di autocertificazione che potete

Dal 3 al 5 aprile quindi scatterà la zona rossa in tutta Italia. Il lockdown sarà simile a quello di Natale, anche nelle deroghe: si avrà la possibilità di visitare amici e parenti (massimo due adulti ed eventuali minori di 14 anni) all’interno della regione e anche in zona rossa, cosa che è stata vietata fino a ieri. Le regole consentono un pranzo con i familiari e con gli amici sia a Pasqua che a Pasquetta, mentre vietano la tradizionale gita fuori porta nei parchi o sui litorali. Ecco quindi le regole valide per sabato, domenica e lunedì:

  • Spostamenti: il coprifuoco con il divieto di spostamento è in vigore tra le 5 e le 22 salvo motivi di necessità, salute o lavoro con autocertificazione; è vietato spostarsi da una regione all’altra a meno di avere motivi di lavoro, salute, urgenza;
  • ci si può spostare tra regioni se ci si reca in una seconda casa, ma solo se le ordinanze regionali non lo impediscono;
  • il pranzo di Pasqua e Pasquetta 2021 sarà possibile con parenti e amici; da sabato 3 a lunedì 5 sarà possibile recarsi in casa d’altri accompagnati da minori under 14 ed eventuali disabili; si consiglia di non superare il limite di sei persone e di indossare le mascherine se si sta tra non conviventi;
  • è possibile andare all’estero ma solo nei paesi indicati dal Dpcm 2 marzo; gli spostamenti per raggiungere gli aeroporti sono autorizzati anche nelle zone rosse; è necessario il test per il coronavirus e una quarantena di cinque giorni al ritorno;
  • si può andare nelle seconde case tranne che in Campania, Puglia, Liguria e Toscana, Piemonte, Valle d’Aosta; per entrare in Sardegna e in Sicilia è necessario un test del tampone negativo due giorni prima o un certificato di vaccinazione;  
  • è consentita l’attività sportiva e motoria nei pressi della propria abitazione; si può fare attività sportiva individuale all’aperto. 

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