Salernitana, Fabiani a 696: «Inizia la fase da dentro o fuori»

«Per una categoria in più sarei ben lieto di fare un passo indietro. Parlo di premio…produzione»

«Sarei ben lieto di fare un passo indietro rispetto ad una categoria superiore». Lo ha detto Angelo Fabiani, direttore sportivo della Salernitana, intervenendo nel corso della trasmissione Granatissimi in onda su Ottochannel 696. «Personalmente credo che la multiproprietà sia un problema che prima o poi andrà risolto. In ogni caso, per quello che è il mio punto di vista, non trovo giusto che il fratello di un giornalista, ad esempio, non possa fare l’editorialista per un’altra testata. Come se il problema fosse la parentela. In ogni caso vi posso garantire che la multiproprietà è sempre stato un falso problema. Il problema è che prima devi arrivarci in serie A, poi una soluzione la trovi sempre. Vincere il campionato non è facile, specialmente in serie B non si fa con l’almanacco. Non è semplice indovinare l’alchimia giusta. In passato abbiamo preso diversi giocatori importanti: Matteo Ricci è arrivato in Nazionale, Coda è il capocannoniere della B, Donnarumma ha fatto la A ma non è bastato per vincere. Di certo la proprietà non ha mai fatto mancare il sostentamento economico».

Sul rush finale: «Purtroppo il Covid sta cambiando un po’ tutto. In questi giorni Empoli capolista ha diversi positivi. È un campionato che va vissuto fino alla fine, tutti possono essere protagonisti. Il Venezia, ad esempio, gioca bene. Ora inizia la fase da dentro fuori, anche perché le squadre in corsa per la retrocessione lotteranno il doppio. Tabelle non ne faccio ma vi dico che dobbiamo fare attenzione perché il pericolo è dietro l’angolo. Abbiamo centrato la salvezza, nei play-off dovremmo esserci. Ora dobbiamo pensare soltanto al Lecce e fare un passo alla volta. La Salernitana quest’anno è una squadra che dà filo da torcere a tutti, sta a significare che si è costruito l’esterno. Non si diventa grandi da un giorno all’altro. È vero che ci sono squadre che dalla C sono andate in A. Ma sono delle eccezioni. Questi sacrifici e questi anni non sono stati buttati al vento. Quando arrivai in C i tifosi mi chiesero di lasciare quella categoria e di tornare in B per poter sognare un qualcosa di importante. Quest’anno, forse ci stiamo riuscendo. Premio promozione? Non parliamo di promozione o quant’altro. Io ho parlato di premio produzione».

Sul mercato: «Io credo che al meglio e al peggio non c’è mai fine. Bisogna capire quale è il meglio e quale il peggio. A gennaio chi punta a qualcosa non vende i migliori. Purtroppo per una situazione contrattuale tra società che detenevano il cartellino di un giocatore non è stato possibile ingaggiarlo, anche perché era coinvolta una squadra che lotta per la promozione e, giustamente, ha posto un veto sul trasferimento alla Salernitana».

Sulla passata stagione: «La stima che ho per Gian Piero Ventura va a ritroso nel tempo. Purtroppo questa pandemia sta cambiando un po’ tutto. Ma la riflessione va fatta anche da un punto di vista calcistico: probabilmente alla ripresa del campionato ci siamo disuniti, perdendo quel filo conduttore. Le colpe non sono di nessuno. Quest’anno c’è un po’ di continuità in più».

Sulla possibile “lotta politica”: «Così come noi siamo rispettosi, tutti devono essere rispettosi della Salernitana. Mi preoccupo di quello che riusciamo a fare noi, poi non andiamo a vedere cosa accade su altri campi».

Confermato l’ingaggio di Cavion per la prossima stagione: «Abbiamo fatto firmare un preliminare a questo ragazzo che è un ottimo professionista e un buon calciatore».

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