La “Piana dei Fuochi”: rifiuti tossici, 14 arresti. A capo un battipagliese,i nomi di tutti gli arrestati

La nuova Terra dei fuochi è nel salernitano. Rifiuti tossici delle aziende tombati nei terreni della Piana del Sele. Scattano le manette per 14 persone. A capo c’era un imprenditore battipagliese insospettabile.

Interravano rifiuti tossici nei terreni della Piana del Sele. Smaltivano i rifiuti delle aziende in maniera illecita per risparmiare denaro. Per questo motivo, i carabinieri del comando provinciale di Salerno hanno sgominato la rete arrestando 14 persone coinvolte nelle attività illecite, nell’ambito d’un’operazione denominata “Gold Business”. Un’indagine cominciata nel febbraio del 2019, e portata avanti dagli uomini della compagnia di Eboli, coordinati dal capitano Emanuele Tanzilli, con intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno consentito mettere sotto scacco la gang criminale che operava tra la Piana del Sele, l’Agro Nocerino Sarnese e il napoletano.

A capo del sodalizio c’era un imprenditore battipagliese, originario di Agropoli. Tale Antonio Romagnuolo che, forte del suo rapporto di Michele Acampora, era riuscito a mettere in piedi una rete criminale dedita allo smaltimento illecito dei rifiuti pericolosi. Coinvolti nelle attività anche gli autisti dei mezzi e i proprietari di aziende agricole, terreni e macchinari. Il prezzo? Ogni carico costava dai 1000 ai 3000 euro. E i veleni finivano nei terreni agricole o nelle aree sottoposte a vincolo.

«Totale assenza di scrupoli», così s’esprimo i magistrati nel provvedimento giudiziario che ha portato all’arresto di 14 persone. «Un’organizzazione delittuosa e pericolosa per avere piena disponibilità di terreni ed aziende di proprietà degli indagati e di società da loro stessi amministrate». Le discariche, in alcuni casi, erano addirittura costituite in terreni del demanio regionale, stando a quanto si evince dagli incartamenti forniti dalla procura di Salerno. Rifiuti tossici finiti anche a pochi passi dal fiume Calore o in un fondo a Serre di proprietà della Regione. Sei autocarri sequestrati, un mezzo agricolo e un escavatore utilizzato per tombare i rifiuti. In totale, oltre 25mila metri quadri di terreni erano stati adibiti a discarica abusiva per un giro d’affari, ai danni dell’ambiente e della salute dei cittadini, che s’aggira intorno al milione di euro.

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE
1.   ROMAGNUOLO Antonio, originario di Agropoli (SA) di anni 43;
2.   ACAMPORA Michele, originario di Agerola (NA) di anni 52;
3.    ROMAGNUOLO Gaetano, originario di Serre (SA) di anni 67;
4.  RUSCINITO Giulio, originario di Altavilla Silentina (SA) di anni 48;
5.   ARIETTA Vito, originario di Eboli (SA) di anni 22;
6.   MAINARDI Giuseppe, originario di Pompei (NA) di anni 37.

ARRESTI DOMICILIARI
7.   DI MASI Dalmazia, originaria di Albanella (SA) di anni 64;
8.  MILOVANOVIC Predrag detto “Pechi”, originario della Serbia-Montenegro di anni 58;
9.   CAPUANO Rocco, originario di Mercato San Severino (SA) di anni 45;
10. IERVOLINO Riccardo, originario di Castellammare di Stabia (NA) di anni 32;
11. VISCONTE Francesco, originario di Nocera Inferiore (SA) di anni 26;
12. VISIELLO Gennaro, originario di Torre Annunziata (NA) di anni 74;
13. DELLA PERUTA Michele, originario di Maddaloni (CE) di anni 48;
14. DELLA PERUTA Vincenzo, originario di Maddaloni (CE) di anni 53.

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