Pensioni: via Quota 100, spazio all’Ape Social. Così cambiano i requisiti

La riforma targata Salvini-Di Maio andrà in scadenza a fine 2021 e non sarà rinnovata. Al suo posto, secondo il sottosegretario all’Economia Baretta, ci sarà “una sorta di ‘Nuova Ape social’, più generalizzata”

Via Quota 100, spazio all’Ape Sociale allargata però ad una platea più ampia di pensionati. È quanto ha anticipato in un’intervista al Foglio Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia in quota Pd. La riforma targata Salvini-Di Maio andrà a scadenza a fine 2021 e, stando a quanto dichiarano i dem, non sarà prorogata. Sebbene sul tema i 5 Stelle siano molto più abbottonati (del resto Quota 100 l’hanno votata e difesa a spada tratta), tutto lascia pensare che a partire dal 1° gennaio 2022 i requisiti per andare in pensione cambieranno di nuovo.

Baretta (Pd): “Quota 100 non sarà rinnovata”

A ben vedere però le novità potrebbero non essere così sgradite ai pensionati come (forse) qualcuno paventava. Baretta ha infatti annunciato che l’intenzione è quella “di non rinnovare la sperimentazione” di Quota 100 “oltre il 2021, quando scadrà. E coi ‘risparmi’ che abbiamo accumulato rispetto alle spese preventivate, ci dedicheremo a una riforma del sistema pensionistico che non ci faccia tornare alla Fornero, ma che punti semmai a una sorta di ‘Nuova Ape social’, più generalizzata”.    

Pensioni, Ape Sociale allargata: il dopo Quota 100

Insomma, Quota 100 sarà semplicemente cancellata, ma sostituita da un’altra riforma previdenziale. Una riforma che costerà meno, su questo non sembrano esserci dubbi, ma che consentirà comunque ad una platea (ancora da definire) di pensionati di lasciare il lavoro prima dei fatidici 67 anni. L’Ape Sociale d’altra parte esiste già da qualche anno (era stata introdotta proprio dal Pd): basterebbe estenderne i requisiti. Attualmente permette ai lavoratori in difficoltà o a chi svolge lavori gravosi di benefeciare di un’indennità a partire dai 63 anni di età. con 30 (o 36) anni di contributi, uno scivolo fino alla pensione di vecchiaia.  “

i sono ovviamente diversi requisiti da soddisfare, ad esempio essere disoccupato, caregiver (cioè prestare cure ad altri), invalido o lavoratore che svolgeva una mansione usurante. L’intenzione del governo sembra essere proprio quella di eliminare qulche paletto per allargare la platea di chi può accedere all’anticipo pensionistico. Per i dettagli però bisognerà aspettare.



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