Gian Piero Ventura presenta la sfida in trasferta alla Virtus Entella

I granata raggiungeranno la Liguria con un volo charter e porteranno un bagaglio carico di speranze. Occorre invertire la rotta, a cominciare dalle trasferte. Manca un blitz dal 19 gennaio contro il Pescara Non è la partita bivio, non è la gara da dentro-fuori. Voglio vincere e mi aspetto una squadra che giochi a mille per 90′. Se perdiamo, non è una catastrofe. Non siamo partiti per vincere il campionato ma vorremmo vincere il campionato. Non siamo partiti per arrivare ai playoff, perché nessuno parlava di playoff, ma adesso non ci accontentiamo di arrivare ai playoff”. Ritorno al passato, a Chiavari, per Gian Piero Ventura. Dopo aver affrontato e pareggiato in casa contro il Pisa, nella prima gara post Covid, il tecnico della Salernitana, che sente profumo di rinnovo contrattuale, ritrova sulla propria strada un’altra ex, la Virtus Entella. La Salernitana raggiungerà la Liguria con un volo charter e porterà con sé un bagaglio carico di speranze. Occorre invertire… la rotta, a cominciare dalle trasferte. Manca un blitz dal 19 gennaio contro il Pescara, Djuric e compagni nelle ultime quattro partite lontano dallo stadio Arechi hanno raccolto appena un punto.

I convocati

Ventura lascia a casa Lombardi che è squalificato ma anche infortunato al ginocchio. Recupera, invece, in extremis Cicerelli (ma lo ha perso di nuovo e sarà presente tra i convocati per onor di firma). In attacco, spazio al centravanti Djuric insieme a Gondo. Tra i pali ritorna Micai. Non ci sono Cerci e Giannetti né Heurtaux. Manca anche Mantovani. Portieri: Micai, Micai, Russo, Vannucchi. Difensori: Aya, Billong, Curcio, Galeotafiore, Jaroszynski, Karo, Lopez, Migliorini. Centrocampisti: Akpa Akpro, Capezzi, Di Tacchio, Dziczek, Kiyine, Maistro. Attaccanti Cicerelli, Djuric, Gondo, Iannone, Jallow.

La presentazione della partita

“Non parlo di tattica, è solo un vantaggio che do all’avversario. Cambieremo mentalità e approccio, non siamo contenti della sfida al Pisa. Cerci non è convocato, perché giochiamo sul sintetico e se lo facciamo giocare non recupera più. Problemi per Cicerelli, di nuovo: “Ha ricevuto un nuovo infortunio, sarebbe stato della partita ma adesso è più no che sì, per quanto riguarda il suo impiego. Lo porto per fargli riassaporare il clima partita. Non c’è Giannetti per infortunio. Giocherà Gondo. Jallow ha un altro problema al ginocchio e sul sintetico sarebbe danneggiato”. Parola alla difesa, Ventura parla di giocatori complementari e altri non sostituibili: “Cerci può essere riampazzato, per altri – Billong, Migliorini – è un discorso diverso. Non dispero di poter recuperare Mantovani ma in questo momento c’è un problema che si ripresenta quando forza. Ad un mese dalla fine, facciamo giocare chi ce la fa, non possiamo più fare rieducazione. Heurtaux dovrà recuperare”.

Approccio e ricordo

“Mi aspetto una partita totalmente diversa dalle altre, perché giochiamo su un sintetico particolare, molto veloce. Se l’Entella farà male,  nella gara bivio, si allontana dai playoff. Nel 1985/86 portammo l’Entella, realtà piccola, in un contesto importante. Abbiamo lanciato i giocatori e quando andai via la società si sentì un po’ tradita ma io volevo fare questo lavoro e accettai un’offerta di categoria superiore. Il presidente non era un presidente ma un amico e faceva i contratti nel suo panificio. Con il direttore sportivo facevamo mercato insieme tornando alle quattro del mattino. Siamo distanti trent’anni da quei momenti ma ci ritroviamo ancora a cena con alcuni calciatori dell’epoca, tra i quali Spalletti. Era un gruppo che in corpo aveva la cazzimma. E’ un ricordo forte della mia infanzia calcistica e di quando sorridevo di più. Non sono mai andato su quel campo né da spettatore né da avversario e ci vado con il desiderio di vincere la partita. E’ un campo diverso da quello di Trapani ma vogliamo fare bene, vogliamo vincere”. Un passo indietro: sfida al Pisa per esaminare gli errori e ripartire: “Abbiamo sbagliato in gestione di lucidità e determinazione. Abbiamo riflettutto su questo secondo tempo, che ha lasciato l’amaro in bocca. Se avessimo fatto bene, avremmo trovato il terzo posto. Oggi dobbiamo andare a prenderci i punti. Se lo facciamo, coltiviamo ambizioni; se non lo facciamo, allora avremo a dieci gare dalla fine più punti di quanti ne avevano l’anno scorso. Dopo la Juve Stabia avremo tutti scontri diretti: se ci crediamo, non dobbiamo trovare alibi. Se siamo inferiori o superiori, sono tutte verifiche che dovremo fare. E’ un mini torneo e può succedere di tutto. Quando siamo partiti – pensiamo a San Gregorio Magno -, ci chiedevamo se ci saremmo salvati. Adesso non è che se arriviamo sesti, settimi, ottavi è un fallimento. Se riusciamo, bene, altrimenti c’è da portare a casa a meno il playoff, perché è una occasione. Metterei la firma a perdere domani 4-0 e poi vincere per cinque volte. Questa non è la partita da dentro-fuori: se perdiamo non è una catastrofe, perché gli scenari possono cambiare da un momento all’altro”. Il ricordo di Pierino Prati: “Sono della generazione che guardava i gol di Prati nella finale di Coppa dei Campioni contro l’Ajax. Ho negli occhi l’assit di Rivera. Sono amico di Rivera e il ricordo di Prati mi ricorda il calcio della mia gioventù, che mi piaceva e adesso non c’è più”. Sui rinnovi, “se la vedranno e ce la vedremo – perché ci sono anche io dentro – con la società. C’è una scadenza proiettata al presente e un’altra proiettata al futuro. Se ho portato avanti per dieci mesi cose impensabili – allenamenti individuali per recuperare calciatori e compattare il gruppo che non aveva all’inizio compattezza – posso dire la mia ma non posso mettermi in mezzo alla società. Decide la società. La mia posizione? Se mi allungano di due mesi il contratto e non mi uccidono, porto avanti l’impegno fino ad agosto ma non ho ancora rinnovato, sebbene leggo che tutti vogliano che io rinnovi”.“

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