Provincia di Salerno e fondi UE: 10 miliardi in 13 anni

Nonostante i soldi stanziati il Cilento e il Vallo di Diano restano zone economicamente povere

Dieci miliardi di euro dal 2007 a oggi destinati a tutta la provincia di Salerno. Sono questi i numeri dei fondi dell’Unione Europea destinati a tutti quei paesi delle aree interne categorizzati come “obiettivo 1”, ovvero quei borghi e quelle realtà considerate “povere” in base a fattori economici.

Negli ultimi 13 anni sono stati tanti i finanziamenti pubblici ricevuti da Unione Europea, Regione e Stato centrale. Sono 38,2 i miliardi di euro provenienti dal fondo europeo per lo sviluppo regionale, infrastrutture e sociale. Mentre, sono 3,6 i miliardi di euro per i piani di sviluppo rurale e l’agricoltura. Il tutto per un totale di 41,8 miliardi di euro, di cui circa 10 miliardi sono stati investiti in provincia di Salerno.

Numeri da capogiro che in ben 13 anni avrebbero dovuto trasformare gran parte dei paesi della provincia da “obiettivo 1” in “obiettivo 2”. Trasformazioni economiche e sociali che avrebbero contribuito alla crescita delle aree interne, alla crescita del lavoro e, quindi, reso meno importare il tema dello spopolamento, dell’abbandono dei terreni e dei giovani emigranti costretti a vivere e lavorare altrove.

Ad utilizzare i fondi europei e le risorse dedicate nella legge di stabilità è la Snai, la Strategia nazionale per le Aree interne, che ha il duplice obiettivo di adeguare la quantità e la qualità dei servizi di istruzione, salute e mobilità e di promuovere progetti di sviluppo che valorizzino il patrimonio naturale e culturale di questi territori, puntando anche su filiere produttive locali e generando così nuove opportunità di lavoro.

In tutta Italia sono state individuate 72 aree di interesse in cui intervenire, con il coinvolgimento di 1077 comuni. Nel Salernitano le aree sono due: Vallo di Diano (con i comuni di Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano, Teggiano ) e Cilento interno (con i comuni di Aquara, Bellosguardo, Campora, Cannalonga, Castelcivita, Castelnuovo Cilento, Castel San Lorenzo, Ceraso, Controne, Corleto Monforte, Felitto, Gioi, Laurino, Magliano Vetere, Moio della Civitella, Monteforte Cilento, Novi Velia, Orria, Ottati, Perito, Piaggine, Roccadaspide, Roscigno, Sacco, Salento, Sant’Angelo a Fasanella, Stio, Valle dell’Angelo e Vallo della Lucania, quest’ultimo individuato come polo intercomunale di riferimento per tutti gli altri centri).

Ogni finanziamento chiesto da ogni comune deve prima essere approvato, tramite la strategia e firmato. I controlli di ogni finanziamento sono sottoposti alla Regione. Attualmente tra le strategie approvate, ad agosto 2018, c’è quella riguardante la prima area del Vallo di Diano. L’Accordo di programma è stato firmato lo scorso 19 Aprile ed è stato sottoscritto. I progetti approvati sono circa 21 per un importo pari a 17.703.369. di euro.

Resta dietro la seconda area dedicata al Cilento. A maggio 2019 è stato approvato il preliminare di Strategia, è in corso la stesura definitiva della Strategia. A dicembre 2019 è stata stipulata una convenzione tra l’Unione dei Comuni dell’Alto Calore e le tre Comunità Montane (Gelbison Cervati, Alburni, Calore Salernitano) al fine di conferire alla Comunità Montana degli Alburni il ruolo di Ente Capofila e coordinatore della Strategia d’Area.

Fonte : www.ottopagine.it

Read Previous

Olevano Sul Tusciano: Abusi sessuali su una tredicenne condannato il padre

Read Next

Grotte di Pertosa, il “bacio” atteso da 20mila anni

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: