Fattore di Pressione, Petrone: la sindaca nella trappola dell’uomo di De Luca

Battipaglia dice basta: è questo lo slogan della mobilitazione organizzata per venerdì prossimo 6 dicembre. La chiamata a manifestare è per le ore 9,00 in piazza Amendola. Tre giorni all’ora X, preceduta da polemiche, scontri politici, istituzionali, conferenze stampe al vetriolo, scambi d’accuse e veleni sparsi senza colpo ferire. Protagonista, da una parte, l’Amministrazione comunale, con a capo la sindaca, che pubblicamente ha ammesso di aver errato quasi tutto nella strategia “finalizzata” a neutralizzare nuovi insediamenti di smaltimento di rifiuti. Il decantato “Fattore di Pressione” è stato una scelta fallimentare. Tanto da spingere l’esecutivo ad una brusca virata nel suo atteggiamento, abbandonando il “garbo istituzionale” dopo la relazione fornita dalla  Provincia di Salerno. Palazzo Sant’Agostino non garantirebbe nessuna riduzione del fenomeno dell’inquinamento ambientale nella città. Ha tuonato la sindaca: adesso basta, si cambia tutto. Adotteremo una variante al piano urbanistico comunale, mutando le norme tecniche di attuazione, vincolando tutta la zona Asi. Non sarà più permesso a nessuno di insediare nuove attività di trattamento rifiuti. Dall’altra parte, parole dure sono state utilizzate da Cucco Petrone oppositore della prima ora sul Fattore di Pressione, con il Comitato Battipaglia dice No, che ha commentato le dichiarazioni della Francese fatte ieri ai mass media locali:”dieci mesi buttati. Con un’intera città che ha sempre sostenuto si trattasse di una cosa inutile e tale si è confermata”. Cucco Petrone si riferisce alla politica adottata dalla sindaca Francese e soprattutto alla delibera di Giunta su “Il Fattore di Pressione”. “Tutto al sono fine di cadere nella trappola dell’uomo di Vincenzo De Luca, dentro quest’Amministrazione al solo scopo di perdere tempo prezioso. La Provincia è uscita allo scoperto (che avevamo pronosticato, inascoltati ed insultati – due mesi fa) perché l’abbiamo costretta col nostro blitz di martedì scorso. Il quadro era già ampiamente chiaro a chiunque lo volesse vedere. La Trappola di chi ha lavorato a perdere tempo apposta ora è chiara: togliesse il disturbo, chi ci ha insultati chieda scusa a noi e alla città e solo dopo si potrà parlare di unità”.

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