Capaccio Paestum, indiano morto in allevamento: la verità dall’autopsia

L’incidente davanti al figlio e agli altri operai. Si indaga sulle cause

Sono in corso indagini da parte dei carabinieri della compagnia di Agropoli per ricostruire la dinamica di quanto accaduto lunedì sera in un allevamento bufalino dove è deceduto un lavoratore di nazionalità indiana. A dare l’allarme sono stati altri operai presenti nell’azienda e il figlio dell’uomo. Secondo una prima ricostruzione il cinquantaquattrenne stava cercando di trattenere le bufale che stavano uscendo da un cancello aperto e gli altri operai lo stavano aiutando. L’uomo si trovava accanto alle mangiatoie quando ha perso l’equilibrio da solo oppure è stato urtato da uno degli animali che stava cercando di governare e ha battuto la testa, sembra proprio sulla mangiatoia, finendo per terra in mezzo alle bufale.

Immediatamente sono accorsi gli altri operai e il figlio ed è stato anche allertato il 118, ma quando è arrivata l’ambulanza ormai non c’era più nulla da fare. Sul posto si sono poi recati i carabinieri della stazione di Capaccio Scalo per chiarire la dinamica di quello che, purtroppo, è da considerarsi l’ennesimo incidente sul lavoro. Nella stessa serata di lunedì è stato effettuato l’esame esterno che ha evidenziato la presenza della ferita alla testa. Ma le cause della morte potranno essere chiarite soltanto dall’autopsia che dovrebbe essere eseguita nei prossimi giorni e grazie alla quale sarà possibile accertare se la morte sia stata causata dalla ferita alla testa. Un’altra ipotesi, infatti, anche se al momento sembra meno plausibile, è che l’indiano possa essere morto calpestato dalle bufale. Dopo che i carabinieri hanno effettuato i rilievi necessari, la salma è stata trasferita nell’obitorio dell’ospedale di Battipaglia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Sono molti gli indiani che lavorano nelle aziende di allevamento di bufale a Capaccio Paestum e nella Piana del Sele. La loro bravura in questo settore è nota e anche il cinquantaquattrenne si era subito distinto nell’azienda in cui lavorava ormai da diversi anni, con un regolare contratto di lavoro, dopo avere conquistato la fiducia dei titolari con il suo impegno e la sua dedizione alla cura delle bufale. L’operaio aveva trovato anche alloggio a Spinazzo dove viveva con la moglie e il figlio. Appena una decina di giorni fa, un altro operaio straniero è morto all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, a seguito di un incidente sul lavoro in un’azienda bufalina di Capaccio Paestum. L’uomo, di nazionalità marocchina, morì dopo 9 giorni dall’incidente, avvenuto in località Santa Venere: era salito su una torretta ed era caduto da diversi metri di altezza. Immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, le sue condizioni apparvero subito molto gravi.

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