Il Napoli non vince più. Ammutinamento dei calciatori

Non basta l’ennesimo record, quello dei tiri nel primo tempo di una squadra italiana in Champions, ben 18 di cui il solito palo, due in porta e il gol di Lozano che firma l’1 a 1 al 44°,perché alla fine finisce così, ancora una volta il Napoli non trova la vittoria.

In una cornice di pubblico non all’altezza del match, poco meno di 33 mila spettatori, e con la protesta della Curva B (in polemica per il nuovo regolamento dello Stadio), il Napoli scende in campo con tante paure e allo stesso tempo la voglia di cambiare questo trend negativo, parte fortissimo e dopo pochi minuti va vicino al gol in tre occasioni, clamorosa quella di Zielinski, che in corsa all’altezza del discetto del rigore spara alto sopra la traversa. Cosi come spesso accade in questa stagione, gli azzurri vanno sotto al primo errore, Koulibaly sbaglia anche questa sera e falcia il suo avversario in area, è rigore che il baby bomber Haaland realizza e porta in vantaggio i suoi. Il centrale senegalese è lo specchio di questo Napoli, di fatto è in totale confusione e va spesso in difficoltà, per poi a sprazzi tornare il difensore di livello mondiale ammirato in questi anni, ma anche in questo per la troppa smania di risolvere le magagne azzurre da solo, lascia a volte la difesa sguarnita uscendo alto per recuperare il pallone. Aggiungiamo poi una squadra completamente votata all’attacco come il Salisburgo che trova in contropiede enormi spazi lasciati da un Napoli sbilanciato che in mezzo al campo, con l’assenza di Allan, si trova senza incontristi ma con tutti giocatori offensivi che lasciano alle loro spalle spazi attaccabili dagli austriaci. Finalmente allo scadere della prima frazione di gioco arriva il pareggio partenopeo con El Chucky Lozano, il messicano sfodera la prima performance degna del suo nome mettendo in difficoltà i difensori del Salisburgo con continui scatti in profondità.Nei primissimi minuti Lozano rischia di far espellere per ultimo uomo il centrale Onguene che lo stende, ma viene graziato con uno strettissimo giallo dall’arbitro Marciniak.

Se il primo tempo è ricco di occasioni, sciupate come al solito, lasciando sperare in una ripresa all’assalto della qualificazione con ben due turni d’anticipo, il secondo tempo tradisce tutte le aspettative. Il Napoli crea meno e in maniera del tutto confusionaria figlia di mere azioni personali dettate dall’istinto e dalla voglia, pur encomiabile, di uscire dal tunnel, ma la forma fisica deficitaria della rosa fa perdere lucidità agli attaccanti azzurri che calciano sempre male. Calciatori sulle gambe a novembre in una partita decisiva, i quali si accorgono della loro condizione attuale preferendo difendersi bassi, è un dato che fa discutere e lascia francamente sconcertati. Ma questo sentimento si accresce sino a diventare incredulità a fine partita quando Ancelotti deserta la conferenza stampa e i calciatori tornano a casa autonomamente senza saliresul bus della società per Castelvolturno in ritiro, è un vero e proprio ammutinamento. Un ciclone che si abbatte sul Napoli in un momento delicatissimo della stagione che potrebbe segnare spaccature insanabili tra società, tecnico e giocatori, quest’ultimi evidentemente sicuri che il ritiro sarebbe terminato questa sera in caso di una prestazione convincente, hanno trovato il duro sfogo di ADL che per dare il via libera a tutti pretendeva i 3 punti qualificazione. Ma il silenzio di Ancelotti è quello che spaventa di più, comprensibilmente deluso nel vedere i suoi buttare alle ortiche ancora una volta le tante occasioni e commettere allo stesso tempo errori grossolani per paura e troppa foga, non trovando più le certezze necessarie.

Lorenzo Insigne, il capitano, l’unico ad aver rilasciato a caldo delle dichiarazioni, sottolineando che la figura di Ancelotti è fondamentale per loro e che sono certi di uscire da questo momento dove gira tutto storto, ha vissuto una partita dalle due facce completamente opposte. Se è vero che sbaglia tanto, troppo, in fase realizzativa, non trovando mai il tiro a giro e calciando alto per ben due volte due “rigori in movimento”, è indiscutibile l’impegno dello scugnizzo che si danna l’anima per tutti 90 minuti, finendo sfinito.

Figuraccia a parte, per l’ammutinamento di ieri sera la San Paolo nella cornice europea della Champions League, oggi a Castelvolturno saranno tutti presenti per l’allenamento e sarà il momento decisivo per mettere un punto a tutto ciò, forse per la fine di un ciclo.

NAPOLI (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Rui (46′ Luperto); Callejon, Ruiz, Zielinski, Insigne; Mertens (73′ Milik), Lozano (86′ Llorente).

SALISBURGO (5-3-2): Carlos; Kristensen, Pongracic (46′ Mwepu), Onguene, Wober, Ulmer; Minamino (61′ Ashimeru), Junuzovic, Szoboszlai; Haaland (75′ Daka), Hwang

ARBITRO: Marciniak (Polonia).MARCATORI: 11′ su rig. Haaland (S), 44′ Lozano

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